Miroirs › Notre temps
Comment abordons-nous le temps, comment l’occupons-nous, comment l’organise-t-on ?
Lotta contro il tempo
Tratto da un articolo del Corriere delle Sera : è quanto emerge dallo studio sulla quantità e qualità del tempo libero, “Measuring leisure”, in 18 paesi a “economia ricca” dell’Ocse.
Amanti dello stare a tavola, poco dormiglioni e con un divario ancora eccessivo tra uomini e donne : ecco la fotografia degli italiani. Nel nostro Paese si sta molto a tavola (110 minuti giornalieri trascorsi a bere e a mangiare), ma la gente non è troppo sovrappeso.
L’Italia si piazza solo al tredicesimo posto della classifica del sonno, con una media di poco più di 8 ore di riposo al giorno.
I francesi sono quelli che trascorrono più ore tra le braccia di Morfeo, con 9 ore di sonno al giorno, e quelli che dedicano maggior tempo (circa 2 ore giornaliere) a bere e mangiare. I pasti dei cugini d’Oltralpe durano circa il doppio rispetto a quelli consumati in America, in Canada e in Messico, all’opposto tra i Paesi dell’area Ocse per quanto riguarda il tempo trascorso a tavola.
Mentre gli italiani, insieme a giapponesi e coreani, sono quelli che dedicano più tempo alla cura del corpo, alla salute e alle attività domestiche. Le italiane si classificano inoltre tra le “shopping-addict” assieme ad americane e tedesche.
Per quanto riguarda il tempo libero, in generale sono gli uomini ad averne di più : in Italia, hanno 80 minuti al giorno, in cui prevalentemente guardano la TV, mentre le donne italiane sono quelle che occupano la maggior parte del tempo non lavorativo a fare le pulizie di casa e a svolgere una grande quantità di lavoro non remunerato.
Lo sport è l’attività meno praticata in tutti i 18 paesi dell’Ocse : in Spagna, la nazione più sportiva, l’attività fisica occupa solo il 13% del tempo libero, in Italia il 9% e in Gran Bretagna il 4%.
Contra reloj
Los Españoles, el tiempo y el trabajo
Los españoles siguen siendo los que más horas trabajan en Europa y los que menos tiempo libre disfrutan según el ultimo estudio publicado por la OCDE. Además, los españoles, incluidos los niños, son los europeos que menos duermen : una media de cuarenta minutos menos que en otros países. Se bebe un café al despertarse, y se toma un desayuno más abundante a media mañana con los compañeros de trabajo. Se come hacia las dos de la tarde. La jornada de trabajo se termina muy a menudo después de las ocho de la tarde. Lo que viene después se retrasa del mismo modo. Los telediarios se emiten a las nueve, y el horario "prime time" dura hasta las doce de la noche. Menos del 18% de los españoles cena antes de las nueve los días laborables, y una tercera parte después de las diez de la noche.
Una conciliación difícil entre familia y trabajo
Este modo de vida haría todavía más difícil la conciliación entre el trabajo y la familia. Esto explicaría que las mujeres que trabajan renuncien a tener hijos, con más frecuencia que en otros países, a causa de la falta de tiempo para ellas y para la familia.
El libro blanco
El Libro Blanco para la racionalización de los horarios españoles, entregado al Gobierno en diciembre de 2005 pero que sigue de actualidad en 2011, preconizaba la convergencia de los horarios con los de los demás países de la Unión Europea.
Según los autores del informe, el estilo de vida de los españoles era una de las causas de la baja productividad laboral. El Libro Blanco proponía la sustitución de la noción de tiempo presencial en el trabajo, por el de la cultura del objetivo, y deseaba incitar a las empresas a practicar una política de « apagado de luces » a las seis de la tarde.
Hacia la flexibilización
Sin embargo, muchas empresas afirman haber introducido medidas de flexibilización de horario en el trabajo, principalmente implementando la jornada intensiva durante al menos una parte del año. Otras medidas populares de flexibilización son los horarios de entrada, salidas y/o comidas o licencias para gestiones personales.
Fuentes : www.eleconomista.es/
www.sourceoecd.org/pdf/societyataglance2009/812009011e-02.pdf
www.losrecursoshumanos.com/.../
Lotta contro il tempo
Amanti dello stare a tavola, poco dormiglioni e con un divario ancora eccessivo tra uomini e donne : ecco la fotografia degli italiani. Nel nostro Paese si sta molto a tavola (110 minuti giornalieri trascorsi a bere e a mangiare), ma la gente non è troppo sovrappeso.
L’Italia si piazza solo al tredicesimo posto della classifica del sonno, con una media di poco più di 8 ore di riposo al giorno.
I francesi sono quelli che trascorrono più ore tra le braccia di Morfeo, con 9 ore di sonno al giorno, e quelli che dedicano maggior tempo (circa 2 ore giornaliere) a bere e mangiare. I pasti dei cugini d’Oltralpe durano circa il doppio rispetto a quelli consumati in America, in Canada e in Messico, all’opposto tra i Paesi dell’area Ocse per quanto riguarda il tempo trascorso a tavola.
Mentre gli italiani, insieme a giapponesi e coreani, sono quelli che dedicano più tempo alla cura del corpo, alla salute e alle attività domestiche. Le italiane si classificano inoltre tra le “shopping-addict” assieme ad americane e tedesche.
Per quanto riguarda il tempo libero, in generale sono gli uomini ad averne di più : in Italia, hanno 80 minuti al giorno, in cui prevalentemente guardano la TV, mentre le donne italiane sono quelle che occupano la maggior parte del tempo non lavorativo a fare le pulizie di casa e a svolgere una grande quantità di lavoro non remunerato.
Lo sport è l’attività meno praticata in tutti i 18 paesi dell’Ocse : in Spagna, la nazione più sportiva, l’attività fisica occupa solo il 13% del tempo libero, in Italia il 9% e in Gran Bretagna il 4%.
Länger arbeiten - weniger leben ?
41,1 Stunden pro Woche
Hintergrund dieser Äußerung ist die Veröffentlichung einer Studie "Arbeitszeitentwicklung in der EU" aus dem Jahr 2008, die die tatsächliche Wochenarbeitszeit in Deutschland auf 41,1 Stunden bemisst. Dies sind bereits 3,3 Stunden mehr als noch im Jahr 2003. Im europäischen Vergleich liegt Deutschland damit auf einer Spitzenposition. Die tariflich festgelegte Arbeitszeit liegt bei 37,6 Stunden, jedoch viele Beschäftigte müssen Überstunden leisten, so dass eine durchschnittlich höhere Arbeitsbelastung entsteht. Ebenso der Europäische Gewerkschaftsbund sieht diese Entwicklung kritisch und beklagt die negativen Folgen für Familienleben und Gesundheit. Reiner Hoffmann, stellvertretender Generalsekretär des Europäischen Gewerkschaftsbundes sagt weiter : "Wer in Zeiten hoher Arbeitslosigkeit neue Beschäftigung schaffen will, muss die Arbeit auf mehr Schultern verteilen anstatt immer weniger Menschen immer länger arbeiten zu lassen." Eine andere Haltung vertreten dagegen die Arbeitgeberverbände in Deutschland. Hier findet man aktuelle Forderungen nach flexiblen Arbeitszeiten mit Hilfe von z.B. Arbeitszeitkonten, die für die Wettbewerbsfähigkeit von Unternehmen unerlässlich seien. Die Verbände befürworten gar eine 48-Stunden Woche.
30 Tage pro Jahr
Die verhältnismäßig langen Arbeitszeiten in Deutschland werden allerdings im EU-Vergleich durch die tariflich festgelegten relativ langen Urlaubszeiten ausgeglichen. 30 Tage Jahresurlaub in Deutschland stehen den meisten Arbeitnehmern vertraglich zu. Diese Anzahl kann nur noch in Schweden überboten werden.
A nation of workaholics ?
But does the evidence say ? According to a study by the Eurostat Labour Force Survey (LFS), the average number of working hours in the EU is 38.5 hours a week. UK workers in full-time jobs work an average of 41.4 hours every week, with only the Bulgarians and Romanians ahead of them, in both cases with an average of 41.7 hours a week. The same research show the the French and Italians working the fewest hours - with an average of 37.7 and 38.4 hours per week respectively.
So, in theory, the statistics seem to back up our feeling that we work longer hours than most of the rest of Europe. The French article on the left, however, has another explanation...
Do not put your faith in what statistics say until you have carefully considered what they do not say. (William W. Watt)